Evolutio Visio - Mestre 2015.

Sulle orme di Gabriele Basilico

Il progetto “Evolutio Visio” nasce nel 2011 e si completa nel 2015 con un’esposizione nella sala Costantini del Centro Culturale Candiani di Mestre (di seguito le altre esposizioni). Il progetto è succintamente spiegato dal prof. Riccardo Caldura (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia) già precedentemente curatore del lavoro di Gabriele Basilico. Al progetto parteciparono anche l’arch. Gianfranco Vecchiato, già pres. dell’Ord. APPC di Venezia e dei prof. Dario Toffanello e prof. Fabio Bevilacqua dell’Università IUAV di Venezia.

Costituisce una sfida che si ripropone nel tempo, il tentare di cogliere quale sia il carattere della città di terraferma, la componente moderna del comune di Venezia. Una sfida che ha visto cimentarsi fotografi noti e relativamente meno noti, fino a coinvolgere gli stessi cittadini in campagne promosse dai media e da istituzioni locali. Vi è un evidente bisogno di trovare una chiave di lettura e di interpretazione che aiuti a comprendere Mestre. Non Venezia, l’iperfotografata perla della Laguna, e nemmeno Marghera, che pur è stata campo di ripetute indagini fotografiche. Se questi due luoghi costituiscono una sorta di diade esemplare in mezzo si colloca la città relativamente anonima, la città qualunque, o meglio la città che è ovunque, nel senso che possiamo riconoscere Mestre in ogni città contemporanea. A questa città, scattered e local, si è dedicato, fra altri grandi fotografi, Gabriele Basilico, in particolare in tre appuntamenti, nel 1996, nel 1997 e soprattutto nel 2001. Ne è sortita una mappatura della città di terraferma che è stata anche un’indagine sul senso della città media, quella cioè che è più difficile da cogliere. Il lavoro di Giovanni Cecchinato costituisce un caso anch’esso esemplare. Medesima la problematica di fondo: comprendere il senso della città media, ripercorrendo, in una sorta di ideale reenactment, questo il nucleo della proposta, i luoghi ripresi da Basilico. Certo per cogliere le trasformazioni avvenute nel frattempo, ma più sottilmente per ritrovare il senso di uno spazio urbano fra memoria e realtà odierna. L’architettura, così come nelle immagini di Basilico, anche per Cecchinato è il soggetto privilegiato dell’indagine, l’architettura nel suo essere al tempo stesso stratigrafia (considerando il succedersi delle varie fasi edificatorie) e prefigurazione di una possibile città a venire.”

Riccardo Caldura

L’articolo incluso nel catalogo è consultabile all’indirizzo: https://www.giovannicecchinato.it/evolutio_visio_sulle_orme_di_gabriele_basilico-p12715

Il lavoro è stato esposto inoltre: 2016 - Università IUAV di Venezia 2016 - Galleria Biffi Arte di Piacenza 2016 - XXIX Congresso INU Cagliari 2017 - Festival Città Invisibili - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di San Donà di Piave (VE) 2019 - Mirano Fotografia - Villa Giustinian Morosini Mirano (VE) 2019 - Novara Architettura 2.0.19 - Casa Bossi (NO)

Varie foto dell’esposizione sono state vendute a collezionisti privati.

Evolutio Visio assieme al lavoro Alemagna è stato premiato come miglior portfolio ed ha vinto la borsa di studio per l’attuale laboratorio “Corpi e macchine” gestito da William Guerrieri a Linea di Confine, Rubiera (MO).

Giovanni Cecchinato, nasce a Mestre (VE) nel 1961. La sua ricerca si concentra nella fotografia di architettura/interni oppure indaga le metamorfosi del paesaggio italiano. E’ fotografo professionista dal 2001 e conta al suo attivo lavori commissionati da grandi aziende nazionali e studi di design internazionali. E’ stato allievo di Antonin Kratochvil, Andrew Phelphs, Efrem Raimondi. Collabora con l’agenzia fotografica parigina Abaca Press. Al suo attivo ci sono numerose esposizioni in musei e gallerie d’arte nazionali. Alcune sue fotografie sono conservate in collezioni private e pubbliche e sono pubblicate in magazines nazionali e extra-nazionali. Affianca l’attività professionale ed artistica con quella di organizzatore e curatore di manifestazioni culturali sulla fotografia in collaborazione con il Centro Culturale Candiani di Mestre (VE). E’ coordinatore del progetto “La serena inquietudine del territorio” che coinvolge altri 50 fotografi nella produzione di una fanzine che ragiona sull’evoluzione del paesaggio e dei territori urbani nel Veneto. 

www.giovannicecchinato.it