ESCAPE PODS

A decade after the greek recession and the devastating economic meltdown things in Greece were looking up and a general optimism was widespread in society. The country appeared healthy enough to enter a new era and ambitious plans were being widely discussed. Efstathiadis however, seems unease and starts preparing for the next large disaster.

Just a few months before the COVID-19 pandemic hit the world the artist started building and shooting a set of sculptures entitled Escape Pods, envisioning machines that will help humans escape earth in the case of a huge natural disaster or a threat like a global pandemic.

These new photographic series -prophetic as they are- they re-envision life in a setting that looks like a deserted town after a cataclysmic tragedy has struck it. Set on the bottom of a dry Peloponnesian river the series nod at the environmental dangers we are facing and alarm the viewers about the threat of yet another state of emergency.

In this rural environment reminiscent of an outwardly rocky backdrop of a far away planet as portrayed in a sci-fi Hollywood film Efstathiadis’ pods made of objects and materials found at the river banks, partly assembled in the studio and finally built and set on site are warning us about the inevitability of the urgency to escape.

In this futuristic fantasy-thriller, when the evacuation bells of our planet will start ringing these tiny toy-like life-saving vessels will be there with their engines on fire, ready to board.

Petros Efstathiadis was born in 1980 in Greece (Liparo), country where he still lives and works. He graduates in Creative Arts at the Farnham University, located in the south of England. 

He creates sculptures and decors from a varied array of materials found within the surrounding, which is the foundation of his work. Once documented and photographed, the sculptures are dismantled and the components are returned to their everyday use. The only thing that remains is the photograph: images which, once juxtaposed, recompose a fantastical and poetic memory of a place in turmoil. 

Among the venues where his artworks have been exhibited, we remember Kunst Haus Wien Museum (Wien, 2019), Nicosia Municipal Arts Center (Cyprus 2018), Serlachius Museum, Finland (2018), Wallach Art Gallery of Columbia University (New York, 2017), Foto Forum Galerie (Bolzano, Italy, 2017) and the Circulations Photographic Festival (Paris, 2015).  

He was a visiting lecturer at Zurich University of the Arts, at the Centre d‘enseignementprofessionnel in Switzerland and at The Royal Academy of Fine Arts in Antwerp . His monograph, entitled Liparo: The Story of a Burning Peach, was published by Xavier Barral editions. In 2018 he was awarded the Prix HSBC, while in 2013 he won the grand prize at the International Fashion and Photography Festival in Hyères, France.

ig: @petrosefstathiadis

www.artsy.net/artist/petros-efstathiadis

For information please contact

CAN Christina Androulidaki gallery

info@can-gallery.com

ITA

ESCAPE PODS / Navette di salvataggio

Un decennio dopo la recessione greca e il devastante crollo economico, la situazione in Grecia sembra migliorare e nella società si diffonde un generale ottimismo. Il Paese sembra abbastanza in salute per entrare in una nuova era e si discuteva ampiamente di piani ambiziosi. Efstathiadis, tuttavia, è inquieto e inizia a prepararsi per il prossimo grande disastro.

Pochi mesi prima che la pandemia COVID-19 colpisse il mondo, l'artista ha iniziato a costruire e a girare una serie di sculture intitolate Escape Pods: macchine immaginarie che prevedono in che modo aiutare gli esseri umani a fuggire dalla Terra nel caso di un enorme disastro naturale (o di una minaccia come una pandemia globale).

Queste nuove serie fotografiche - per quanto profetiche - reimmaginano la vita in un ambiente che sembra una città deserta dopo che una tragica catastrofica l'ha colpita. Ambientate sul fondo di un fiume asciutto del Peloponneso, le serie accennano ai pericoli ambientali che stiamo affrontando e allarmano gli spettatori sulla minaccia di un ennesimo stato di emergenza.

L’ambiente rurale dove sono ambientati gli scatti ricorda lo scenario di un pianeta lontano, arido, quasi appartenente a un film fantascientifico di Hollywood. Ogni Pod si compone di oggetti e materiali trovati sulle rive del fiume, in parte assemblati in studio e infine montati e ambientati su luoghi inospitali, che ci intimano di fuggire.

In questo fantasy-thriller futuristico, quando gli allarmi di evacuazione del nostro pianeta cominceranno a suonare, questi piccoli vascelli giocattolo salvavita saranno lì con i loro motori spianati, pronti a imbarcarci.

Petros Efstathiadis nasce nel 1980 in Grecia (Liparo), paese in cui tuttora vive e lavora. È laureato in Arti Creative presso l'Università di Farnham, nel sud dell'Inghilterra. 

La base del suo lavoro consiste nel creare sculture e decorazioni a partire da un'ampia gamma di materiali trovati all’interno dell’ambiente circostante. Una volta documentate e fotografate, le sculture vengono smontate e i componenti vengono restituiti al loro uso quotidiano. L'unica cosa che rimane è la fotografia: immagini che, una volta accostate, ricompongono una memoria fantastica e poetica di un luogo in fermento. 

Tra le sedi in cui le sue opere sono state esposte, ricordiamo: Kunst Haus Wien Museum (Vienna, 2019), Nicosia Municipal Arts Center (Cipro 2018), Serlachius Museum (Finlandia, 2018), Wallach Art Gallery of Columbia University (New York, 2017), Foto Forum Galerie (Bolzano, Italia, 2017) e il Circulations Photographic Festival (Parigi, 2015).  

Petros Efstathiadis è stato docente presso la Zurich University of the Arts, presso il Centre d'enseignementprofessionnel in Svizzera e la Royal Academy of Fine Arts di Anversa. La sua monografia, intitolata Liparo: The Story of a Burning Peach, è stata pubblicata dalla casa editrice Xavier Barral. Tra le premiazioni ricevute ricordiamo il gran premio del Festival internazionale di moda e fotografia di Hyères, in Francia (2013) e “Prix HSBC” nell’anno 2018.