Vicinanze

Il progetto “Vicinanze” nasce dalla necessità di confrontarsi per avviare uno spazio di dialogo sul Mediterraneo come luogo dell’attraversamento, in un momento storico di chiusura.

Le fotografie sono piccoli studi che si pongono allo sguardo del fruitore in forma di dittico: conversazioni per iniziare un discorso sul confine, sono immagini che fungono da congiunzione. Il Mediterraneo è un mare in mezzo alle terre, che oggi ha perso la sua essenza di soglia: è passato dall'inclusione all'esclusione. Per noi rappresenta il punto di partenza, il grande bacino da cui è nata la nostra cultura, il nostro modo di vedere, sentire, percepire, vivere. È la culla di una cultura dal carattere plurale, dove risiedono le nostre radici. Lavorare sul confine oggi - insieme - significa creare connessione su un argomento che separa. Il tentativo è quello di invertire la lettura del Mediterraneo, come una cartografia in cui le rotte sono più importanti dei limiti. Questo non vuol dire negare l'identità, ma attivare una riflessione per ricreare la relazione attraverso la distinzione: distinguir pour unir.

Chiara Arturo

(Ischia - NA, 1984) Durante gli anni dell’università, in parallelo con gli studi in Architettura alla Federico II di Napoli, si concentra sulla fotografia come mezzo espressivo, con un particolare interesse per il paesaggio. Integra la sua formazione nel campo delle arti visive e inizia a partecipare ad alcune esposizioni collettive. Nel 2012 entra in LAB, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, una masterclass biennale focalizzata sulla ricerca personale che cambia radicalmente il suo approccio alla fotografia. Viene selezionata per la collezione Imago Mundi Art e per “Dimensione Fragile” della Biblioteca Vallicelliana di Roma e inizia alcune collaborazioni, tra cui quella con la Yellow Fish Art Gallery di Montréal (Canada). Dal 2017 è rappresentata dalla Galleria Heillandi di Lugano. Nella sua ricerca personale, partendo da un’indagine introspettiva, con metodo cartografico, lavora per accumulo e per molti anni sugli stessi temi: scava nel paesaggio come scava in se stessa, allo stesso modo e per lo stesso motivo. Esplorando temi e condizioni della vita come il transito e la sosta, la grandiosità dei paesaggi materiali e la loro fragilità, analizza poeticamente ciò che la circonda. Attualmente vive a Napoli.

Cristina Cusani

(Napoli, 1984) Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma studia fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2012 segue il “Laboratorio Irregolare”, masterclass biennale con Antonio Biasiucci da cui è nata la mostra itinerante “Epifanie”, esposta anche durante la XIII edizione del “Fotografia – Festival Internazionale di Roma”. Nel 2015 viene invitata per la residenza d’artista “BoCs Art” dove realizza due opere per il “Bocs Art” Museo di Cosenza. E’ finalista di importanti premi come l’XI “Premio Cairo” a Milano, il “Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee” e “Un’opera per il Castello” ed entra a far parte di alcune Collezioni di Arte Contemporanea come “Imago Mundi Art” e “Dimensione Fragile “della Biblioteca Vallicelliana di Roma. Nel 2017 vince il “Premio Sidicini per l’Arte Contemporanea” e nel 2018 vince al “Premio SmartupOptima” una Residenza alla “Fondazione Bevilacqua la Masa”. Nei suoi lavori utilizza le esperienze quotidiane come punto di partenza per analizzare il significato dell’essere umani e parte da un’analisi personale che si traduce nell’espressione di temi universali. Attualmente vive e lavora tra Napoli e Roma.